Non sono tempi facili.
Tutto risente di questa epidemia, la salute in primo luogo, sopratutto per coloro che hanno già patologie gravi, poi l’economia, il lavoro di tante famiglie risente di queste restrizioni, ma anche in questi momenti di paura e tristezza non ci dimentichiamo della cosa più grande: l’Amore! Oggi più che mai in un mondo che va verso il virtuale ogni possibile scambio di affetto è pressoché messo al bando. Niente abbracci, niente baci dati per salutarci, stare a distanza di sicurezza! E fare l’amore? Dovremmo forse indossare mascherine, tute e toccarsi con i guanti? Eppure lo dicono tutti abbracciarsi almeno 7 volte al giorno aumenta le difese immunitarie, gli abbracci e le coccole sono una sorta di integratore naturale fortissimo che sprigionano un grande benessere per l’organismo.
Allora cosa possiamo fare?
Io direi di mettersi in quarantena con la persona amata, spegnere il cellulare, rifornirsi di viveri quanti basta e riaffacciarsi al mondo quando tutto sarà passato.
In alternativa però possiamo continuare a diffondere il Virus dell’Amore leggendo libri, scrivendo poesie, guardare bei film, fare riflessioni e condividerle con il resto del mondo.
Diffondiamo questi valori, alimentiamo le cose belle, cerchiamo di sopraffare la paura, limitando sempre i rischi sopratutto per quelli come me che sono un po’ più a “rischio” ma non dimentichiamoci ora più che mai che l’unica cosa che ci può salvare, oltre al vaccino fatto in qualche laboratorio, è il Vaccino dell’Amore!
Una Poesia ci salverà!
Io non ho paura
Non avere mai paura delle parole troppo colorate,
dei baci troppo arditi o delle fantasie indicibili.
Non avere mai paura delle attenzioni esagerate, delle follie nei giorni grigi
o dei racconti immaginati.
E sopratutto non avere mai paura
dell’ amore sussurrato,
urlato,
senza senso.
dei baci troppo arditi o delle fantasie indicibili.
Non avere mai paura delle attenzioni esagerate, delle follie nei giorni grigi
o dei racconti immaginati.
E sopratutto non avere mai paura
dell’ amore sussurrato,
urlato,
senza senso.
(Fabrizio Piantini)