Da anni l’Italia attraversa una più o meno continua crisi economica: dal 2008, nel nostro Paese, si sente sempre più parlare di spread, di PIL, di decrescita, disoccupazione, inoccupazione. Mentre si cerca un rilancio, le certezze sono poche. Una di queste è rappresentata da quello che potremmo definire il “Sistema Calcio”, intendendosi con questa locuzione il grande business del mondo del pallone nel nostro Paese. Un business soprattutto dagli anni ’10 ad oggi, vittima di una lieve crisi tra il 2008 e il 2012 e un conseguente calo di interesse. Però le cose oggi vanno nettamente meglio e come anche sottolineato dalla FIGC, nel conto consuntivo presentato alla Camera dei Deputati sullo stato di salute del nostro calcio, i dati cominciano a salire. Si tratta di un giro d’affari che supera i cinque miliardi, per il 70% grazie ai club delle squadre professionistiche. Significa, in una sola parola, che i guadagni del calcio italiano rappresentano circa il 7% del PIL Nazionale. Il calcio, anzitutto, crea impieghi: sono 250.000 gli addetti ai lavori, così come conseguenti sono le imposte pagate agli uffici pubblici, per un totale di nove miliardi. Attorno al pallone, poi, girano una serie di servizi secondari, dalle agenzie delle scommesse al merchandising alla vendita dei biglietti. Senza contare, poi, dulcis in fundo, il mercato dei diritti televisivi che riempie di guadagni ulteriori i club di Serie A. Sembra assurdo, invece corrisponde a dati reali e certificati. Questo nonostante le cifre immani che girano nel mondo della Serie A. soprattutto, nella voce relativa agli ingaggi dei calciatori. La classifica sugli stipendi della Serie A elaborata da bwin classifica, infatti, evidenzia come a condurre le danze sia la Juventus, già solo per i 31 milioni di euro annui versati nelle casse di Cristiano Ronaldo. Subito dopo segue il compagno di squadra, Matthijs de Ligt, che percepisce circa 8 milioni di euro. Nella top three spicca anche Romelu Lukaku dell’Inter, che guadagna 7.5 milioni di euro. Nella classifica tanti bianconeri, con Gonzalo Higuain a 7.5, Paulo Dybala a 7.3, Aaron Ramsey e Adrien Rabiot a 7. Poi Gianluigi Donnarumma e Kalidou Koulibaly, tra i più pagati, a sei milioni ciascuno. Cifre pazzesche, che da sole basterebbero per finanziare interi campionati italiani, dalla Serie B alla Serie D. Ad esempio, in Serie C, spuntano cifre nettamente al ribasso, in cui il massimo a cui si può aspirare è 27.000 euro a scattare dal ventiquattresimo anno d’età, secondo le cifre rese note nel dettaglio dall’AIC (Associazione Italiana Calciatori). Intanto sono proprio questi, forse, i campionati che un po’ riappacificano il tifo col mondo del calcio, in un contesto sempre più aziendale e meno spontaneo. Ad esempio, avvincente, al momento, la corsa nel girone A di Lega Pro, in cui il Monza stradomina a sessanta punti, con un piede già in B. Ma per i playoff è tutto ancora aperto e spera anche l’Arezzo, a sei punti dal Renate terzo in classifica e ad otto dalla Carrarese. Gli aretini, guidati da Di Donato, sono reduci da 5 risultati utili consecutivi, dopo tre pareggi e due vittorie e possono pensare al grande azzardo per ritagliarsi uno spazio per la lotta playoff e giocarsi una promozione in cadetteria che sarebbe un toccasana per tutto l’ambiente.