Giallo di Bibbiena, proseguono le indagini a 360°

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Proseguono a 360° le indagini sulla morte di Gianni C., il consulente di Papiano trovato carbonizzato nell’auto martedì 14 a Bibbiena in località La Nave. L’autopsia che ha svolto venerdì scorso l’equipe medica del dott. Gabbrielli non ha evidenziato segni di violenza sul corpo della vittima. Questo, più altri dettagli scientifici che ancora non conosciamo, hanno fatto propendere l’ipotesi investigativa verso la teoria del suicidio. Fermo restando, come sottolineano gli inquirenti, che nessuna pista verrà tralasciata. In altre parole, sembra un suicidio anomalo, ma non è ancora confermato. Come non è confermata la presenza di fumo nei polmoni del cadavere. Su questo dettaglio si è scritto di tutto: alcuni giornali hanno detto che erano state trovate tracce di fumo, altri che non c’erano. Ma il particolare non è propriamente un dettaglio, perché la presenza di fumo nei polmoni del cadavere significherebbe che il povero Gianni era vivo al momento del rogo e quindi l’ipotesi di suicidio prenderebbe campo con forza. Per contro, l’assenza di fumo nei polmoni significherebbe che il consulente di Papiano era morto al momento dell’incendio e, di conseguenza, si rafforzerebbe l’ipotesi di omicidio. Il particolare del fumo, però, non ha ancora trovato riscontri ufficiali e quanto è stato scritto sembrerebbe solamente frutto di indiscrezioni. Nel frattempo, domenica scorsa a Papiano, si sono svolti i funerali di Gianni e familiari ed amici hanno potuto salutare per l’ultima volta il loro caro.

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