La vita non è una favola e noi adulti lo sappiamo fin troppo bene, ma è anche vero che le favole aiutano a vivere meglio. Per coloro che hanno partecipato Sabato 5 ottobre scorso alla manifestazione “Un giorno a Farneta, il paese delle Novelle della Nonna” questo aspetto è stato chiarissimo.
La giornata – prima fase della Festa del Parco Letterario “Emma Perodi” – baciata da un sole inatteso, è stata davvero una favola.
Comune di Bibbiena, Centro Creativo Casentino, Pro-loco Farneta, l’Associazione benefica “Oltre l’Ostacolo”, Il Teatro dei Soci, si sono uniti per scrivere una novella nella novella… e ci sono riusciti! Nella piccola chiesa di S. Stefano, un gioiello di sasso col suo campanile a vela che ci chiama da lontano, l’Assessora alla Cultura Francesca Nassini insieme al Presidente del Parco letterario “Emma Perodi” Annalisa Baracchi e al Direttore scientifico Alberta Piroci, hanno richiamato l’attenzione sull’importanza di questo percorso culturale iniziato appena un anno fa per il Casentino e sull’importanza del coinvolgimento della popolazione. Il Parco letterario vive dell’amore e delle attenzioni delle sue genti o non vive. Questo l’appello lanciato da Farneta.
La giornata si è poi aperta con la lettura della novella “La calza della Befana”. In un attimo le panche si sono riempite, tanto che molti hanno dovuto seguire in piedi dal fondo. Le attrici e gli attori de “Il Teatro dei Soci” hanno creato una magia. Il silenzio è stato rotto solo dalle risate dei presenti, ormai imbrigliati dalla storia. Vedere i bambini immobili e stupiti è stato, forse, il regalo più bello della giornata. Il tutto è stato seguito amorevolmente dal regista, il dottor Giuliano Rossi.
Finita la favola, siamo entrati in un’altra storia. Insieme abbiamo rivissuto il momento in cui Emma Perodi – interpretata da Claudia Ristori – in una delle sue gite verso Camaldoli, fa nascere nel suo cuore l’idea di scrivere una raccolta di Novelle che dovesse traghettare gli italiani in una nuova era. Si narra che questa straordinaria donna venisse spesso da queste parti, la chiamavano “la signora”. Prendeva il calesse e si fermava a Bocci per il trapelo. Così abbiamo rievocato questo momento grazie alla disponibilità di due persone ovvero Gino Ceccarelli di “Oltre l’Ostacolo” e Silvano Vagnoli che ha messo a disposizione il calesse e la sua competenza nel saperlo condurre. Abbiamo così seguito, in una lunga carovana sognante, il calesse di Emma, siamo arrivati alla tenuta Bocci oggi proprietà della famiglia Moraldi. Lì ci ha accolto Aldo Moraldi con le sue parole di stima verso l’impegno di tanti di far vivere questi luoghi delle Novelle, ma anche Salvo Salvi, lo scrittore di Soci, che in questa casa, ormai più di ottanta anni fa è nato e ha sentito narrare dai suoi nonni di questa straordinaria “signora”.
A Bocci abbiamo goduto di un bel ristoro, del sole e di un panorama unico per poi tornare tutti insieme a Farneta dove la pro-loco- che prende il nome dalla scrittrice da noi celebrata- ci ha preparato alcune cibarie attorno alle quali ci siamo ancora una volta ritrovati come fosse un focolare animato da una nonna speciale che Regina si chiamava e fu davvero, avendo goduto dell’amore di tanti nipoti che nel tempo si sono moltiplicati come le stelle del cielo.
Finita la merenda siamo tornati alla realtà. Un po’ di nostalgia forse, ma rotta subito dalla consapevolezza che questa novella continuerà.