
La vendemmia
A guardare raccogliere l’uva
viene in mente il passato,
filari e filari di viti e di gente
che insieme cantando,
mettevano i grappoli nelle enormi ceste di giunco.
I bambini scorrazzavano fra i grandi
accaldati e rossi nelle guance,
perché il sole di fine settembre
scaldava ancora parecchio.
Uomini e donne provenienti dai poderi vicini
a prestare una mano, che poi gli sarebbe stata restituita
appena ne avrebbero avuto bisogno.
L’odore che fuoriusciva dal ribollir della terra calpestata
e pregna di succo d’uva e di acini caduti.
Qualcuno che ne mangiava più di quella che raccoglieva
e che si macchiava la bocca nel caso si stesse vendemmiando quella nera.
Anche oggi qualcuno vendemmia,
sono coloro che hanno ereditato le terre dei nonni,
o magari qualcuno che ha voluto ricavarne un mestiere,
ma c’è una cosa che non è più la stessa
ed è la genuinità della gente,
quella passione che ardeva nei cuori di allora,
quella fiamma che scintillava in quegli occhi fieri
e quella fatica che nessuno aveva paura di provare…
mi spiace, ma anche questa cosa che è stata bellissima,
non riesce più ad essere la stessa!