Voltura luce e gas: è il momento giusto?

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In questo momento stanno cambiando diverse cose, tra cui le abitudini di consumo. Le famiglie italiane, infatti, restano H24 in casa, tra smart working e lavoro da remoto, di conseguenza crescono le spese domestiche legate al consumo di gas e luce elettrica. La fase 2 al centro della cronaca potrebbe essere momento importante proprio per questo tipo di riflessioni. Il tema è sempre importante nel bilancio di una famiglia, potrebbe essere il momento giusto per fare una voltura e per cambiare il gestore. Bisogna quindi capire come muoversi, per completare la suddetta procedura nel modo corretto.

Voltura luce e gas, come fare?

Per procedere alla voltura, servono per prima cosa una serie di dati e di documenti. Il primo passo è comunicare al fornitore il codice POD che identifica il contatore (energia elettrica), o il codice PDR, che invece riguarda esclusivamente la voltura del gas. Per trovare questi codici ci sono due sistemi: si possono cercare direttamente sui cartellini dei contatori, oppure reperirli all’interno delle bollette energetiche. In secondo luogo, bisogna fornire anche la lettura del contatore.

È opportuno segnalare anche delle differenze fra la voltura con accollo e quella senza accollo, che andrebbero sempre approfondite. Chi desidera trovare maggiori informazioni sul tema, può leggere guide molto accurate sul web, come quella sulla voltura della luce e del gas di Wekiwi, ad esempio. In questo potrà muoversi con maggior dimestichezza, evitando perdite di tempo o errori.

Una volta presentata la richiesta, arriva il momento di seguire passo dopo passo la pratica, ma questo dipende sempre dagli strumenti digitali messi a disposizione sul sito web del fornitore. Di solito si trova una sezione sul proprio account, dove viene illustrato lo stato attuale della pratica in corso. I costi della voltura elettrica sono di 23 euro più 25,81 euro (corrispettivi commerciali e oneri amministrativi), mentre per le forniture di gas resta invariato il corrispettivo commerciale, ma gli oneri amministrativi cambiano a seconda delle concessioni comunali.

Codice POD e codice PDR

Poco sopra abbiamo già visto tutta l’importanza del codice POD e del codice PDR, essenziali per poter richiedere la voltura di gas e luce. Come detto, è possibile trovarli sul cartellino del contatore o nella bolletta spedita all’intestatario del contratto. Di cosa si tratta, esattamente? Entrambi sono codici univoci che identificano il punto verso il quale luce e gas vengono erogati, ma non vanno confusi con le matricole dei singoli contatori.

Nello specifico, il POD identifica il punto di prelievo del contatore della luce, mentre il PDR il punto di riconsegna del contatore del gas. Da sottolineare, poi, che entrambi i codici restano gli stessi, anche quando si cambia fornitore. Inoltre, identificarli non è un’operazione affatto complicata: sia il codice POD che il PDR, infatti, sono composti da 14 caratteri (alfanumerici nel primo caso, solo numerici nel secondo). Siccome l’utente è obbligato a comunicare entrambi al fornitore, è essenziale conoscerli e capire esattamente a cosa si riferiscono.

 

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